venerdì 8 gennaio 2010

Sermig-Arsenale per la Pace: formazione Servizio Civile Nazionale all’Estero




Un freddo 16 novembre 2009 In 50 a fare formazione, a confrontarsi, ad ascoltarsi, ma soprattutto a conoscersi. Queste le prime aspettative del gruppo, più importanti del sapere come è strutturata una ONG. Pur sempre giovani, il sangue gira nelle vene e ribolle nel vedere gente simile, con gli occhi già in viaggio, con i pensieri, per quell’altro mondo, un po’ più a sud, un po’ più caldo, un po’ più povero ma forse anche più vero. Lo senti dalle parole dosate, attente nel descriverlo. Le preoccupazioni esistono, nessuno è un Rambo, nessuno vuole sentirsi tale! Giusto un gradino in più, nella costruzione della nostra scala. Forse uno scalino diverso dai soliti, un po’ più scomodo, forse più ripido, in ogni caso un signor scalino! Ora l’italiano l’accomuna, li unisce, tra poche settimane chi lo spagnolo, chi il francese, chi l’inglese, chi il portoghese, chi addirittura il cinese.

Il loro cervello costruirà nuove frasi, produrrà nuovi costrutti sintattici, giocherà con quella lingua di arrivo, creerà buffi neologismi, conoscerà assurdi dialetti, crescerà. Siano là, in Guatemala, in Mozambico, in Perù, in Burkina, in Cina, in Sudan, in Brasile, in Kenya, in Bolivia, in Burundi, in Colombia, in Senegal, in Venezuela, in Mali, in Ecuador,in Etiopia, in Benin, finalmente stranieri, minoranza etnica, extracomunitari, quelli nuovi, si, i novelli del posto.
Oggi è iniziato il loro breve cammino di conoscenza dell’altro e di loro stessi, la loro partenza, prima mentale poi fisica. Già senti i suoni dei tamburi, odori le spezie, insabbi le dita nella calda terra, assaggi ricche pietanze e vedi. Vedi il mondo.

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