In Benin non è facile muoversi di notte, soprattutto se ti trovi a Cotonou, la città economica del paese, la città dove c’è la concentrazione più alta di stranieri e soprattutto di bianchi.
E appunto per i bianchi non è affatto facile muoversi. Durante il giorno se non sei motorizzato o preferisci evitare il traffico confusionario e nauseante rimanendo in auto al caldo a respirare tubi di scappamento vecchi come i nostri nonni, salti su uno zemigian, il moto-taxista.
In ogni angolo ne trovi qulacuno, c’è chi preferisce fare avanti e indietro per la città o chi aspetta nella sua zona con altri colleghi, all’ombra di un albero. Il cliente bianco è il miglior cliente, c’è sempre la possibilità di fare un bel bottino, raddoppiando il costo o inventandosi qualche scusa, aumento della benzina, traffico per le strade, allungamento tragitto causa lavori o incidente.
L’uomo bianco viene sempre visto come uno di passaggio, un turista, un outsider.
Anche dopo mesi o anni passati in Benin, difficilmente riuscirà un bianco a pagare lo stesso prezzo di uno del posto, soprattutto perché avrà meno pazienza e non vorrà passare mezz’ora a contrattare per 30 cent.
È divertente però occupare il proprio tempo in trattative del genere, poiché ti danno modo di conoscere la mentalità beninese, instauri un rapporto e finita la corsa ti saluti con una stretta di mano con lo schiocco e un sorriso.
Questo però è quello che succede fino a mezzanotte. Normalmente gli zemigian lavorano fino alle 22.00, e la tariffa aumenta dalle 20.00. Dopo mezzanotte però sono davvero pochi i taxisti in circolazione e la gente non si fida a salire per paura di incappare in qualche bandito che ti possa derubare. Da accorto straniero ascolti la gente del posto e eviti gli zem.
L’unica scelta, se hai un’altra scelta è uscire col proprio mezzo. Per la moto il rischio grosso è incrociare un altro motociclista alticcio. Bisogna sapere che non esiste la patente per la moto e chiunque può guidarla, in Benin poi non ci sono i controlli come in Italia e quindi i rischi di incrociare un ubriaco senza patente sono elevati. Per una propria incolumità quindi si evita volentieri il mezzo a due ruote per preferire quello più sicuro a quattro.
Purtroppo anche per l’auto ci sono altri problemi, questa volta non di incolumità personale, bensì di svuotamento portaglio, non da parte di banditi ma da amabili poliziotti.
Questi recepiscono un bassissimo stipendio dallo Stato e per arrotondare il salario pattugliano le notti la città. Normalmente creano posti di blocco in rotonde o semafori. Fermano solamente i bianchi al volante e trovano sempre qualcosa che non è in regola. Basti pensare che per il codice della strada beninese ogni vettura dovrebbe avere un estintore e un kit medico, due accessori che neppure le macchine diplomatiche o quelle presidenziali posseggono. Non essendo in regola ti intimano di lasciare l’auto in commissariato e di passare la nottata in caserma.
Quasi nessun bianco intende perdere tempo all’una di notte e lascia quei 5000 franchi Cfa (7,50€) per un ritorno più rapido a casa.
Io non sono tra quelli, non ho assolutamente voglia di lasciare cash alla police, mai l’ho fatto e spero mai lo farò.. quindi per starmene più tranquillo me ne ritorno al mio villaggio; là poliziotti non ce ne sono, solo militari alla brigade, gente tranquilla, che ti riconosce per la strada. Ad Adjohoun, non sono un qualsiasi bianco, sono uno dei pochi bianchi, là sono Nico.
Quindi la città per questa settimana può bastare, troppo complicata, per certi versi sembra l’ Europa. No grazie, Ritorno al mio paesello sulla pista di terra rossa, tra le mie sensibilizzazioni notturne in luoghi ameni e sperduti.
Tra gente semplice, felice e poi basta camminare per andare da un posto all’altro.