lunedì 24 ottobre 2011

RDC - Parte DUE


Un mese e passato, e inizia a profumare di Congo.

Gli stessi vestiti che si alternano e che ritorno ad indossare ogni 3 giorni.

Ci sono le due camicie in lino che hanno fatto troppa strada e han deciso di logorarsi e di rimanere appese al palo posteriore della zanzariera del letto.

Le restanti due le tratto come reliquie da utilizzare nei momenti importanti, quindi per il resto del tempo, ci sono le T-shirt marchiate INTERSOS che mi accompagnano nei giorni, nei momenti liberi utilizzo le altre magliette.

Diciamo che ho un guardaroba scarno, all’osso ma per il momento mi va piu che bene, riesco a riempire per meta le tre mensole della camera.

Questo ottobre mi ha dato modo di viaggiare ed osservare un po il distretto dell’Haute Uele, nella provincia Orientale, che chiamarla provincia risulta un po riduttivo, essendo due volte la Francia.

Dopo il primo giorno a Bunia, e la mia installazione a Dungu, centro nevralgico del nuovo mondo, forse, dovrei chiederlo a Jovanotti, ho preso contatto con gli altri due villaggi in cui abbiamo due progetti e diverse attivita.

In primis si e andati a Doruma : cittadella, anzi meglio paesello a 210 km nord rispetto a Dungu. Via gomma ci si impiegherebbe due giorni e mezzo, per via dell’unica strada per meta ancora disastrata e ancora non totalmente sicura.

Quindi voli charter attraverso le compagnie Echo ( Unione Europea) e Monusco ( Caschi Blu U.N.).

Si prenota almeno con due giorni di anticipo, il giorno prima si chiede conferma, dato che normalmente nessuno ti avvisa.

Al mattino stesso si chiama Radio Room, centralino di tutti i voli aerei nella provincia Orientale per conosscere l’ora effettiva della partenza.

Quaranta minuti prima dell’ora X, si lascia la base, si attraversa il fiume su un doppio ponte ad una corsia costruito forse da Italiani nel 1942, si attraversa il centro e si percorrono 15 km direzione PAM, ( non supermercato bensi Progetto Alimentare Mondiale e per il momento nostro fornitore unico di carburante per generatori e mezzi di trasporto). Raggiunto l’aereoporto in terra rossa ( per i geologi appassionati chiamasi qua limonite) ci si affianca alle altre decine di 4x4 delle diverse Ong o U.N.

Poi qualcuno si muove, il piu lesto a notare l’atterraggio del charter, si forma una carovana e si raggiunge la zona di salita. Il check in e diretto con la hostess o lo stuart di turno, un elenco, una firma, un bagaglio nella stiva, uno a mano, pesi e dimensioni ridotte per le altrettante mini dimensioni del velivolo. Si parte.

Doruma : continua la foresta, chi la chiama equatoriale, chi erboricola. Geografi o botanici del mondo, informatemi a riguardo. Thanks.

Di capanne ce ne sono di meno. Giusto tre costruzioni in cemento e mattoni e la chiesa.

L’aereoporto e mini, giusto una striscia di terra rossa, piena di buche e erbacci altri tre metri intorno.

All’arrivo una ventina di bambini guardano i nuovi discesi e salutano ridendo.

Una colonna delle FARDC arriva per un incontro col colonnello, tutti imbracciano kalashnicov, uno attirittura ha un lancia missili, e il primo che vedo da vicino e non mi piace per nulla !

Si va nella nostra base, siamo alloggiati in una vecchia casi di preti, una delle tre case in cemento.

Negli anni 70 vivevano dei preti italiani, c’e ancora un armadio, nel nostro attuale refettorio pieno di libri, sulla chiesa , filosofia e Africa. Degli ultimi me ne prendo un paio.

Due stanze da letto, un refettorio, un uffico e un bagno tutti in fila lungo un porticato nella corte interna.

Tutto appartiene al vescovo di Dungu, un po come negli altri villaggi.

Di fianco due suore gestiscono una grande tenuta come affita camere per gli internazionali.

Alcune voci parlano anche di servizi agli uomini di passaggio. Noi italiani potremmo compararli agli annunci di giovani massaggiatrici nelle ultime pagine dei giornali carta straccia che circolano nelle nostre citta.

Tutti devono campare e le vie del Signore sono infinite.

Tra l’altro in Congo, tra i mille fogli, le firme, le richieste, le procedure che bloccano il sistema , ci si aiuta sempre con un fantomatico Art. 15 che e perentorio : Bisogna Arrangiarsi !

Il faut se débrouiller mes chers amis, bien sure! Bienvenus au Congo. Pas trop différent de l’Italie car même !

Ottima carne di antilope con un sugo rosso con funghi di sotto bosco ci allietano i nostri pranzi, almeno i primi, poi quando inizi a trovare sempre le stesse cose, beh apprezzi a denti stretti, quando poi ti trovi anche la zucca cotta alle 7 del mattino, beh non e proprio tutta questa leggerezza. Ma si mangia tutto, con una bella tazza di the caldo !

Per fortuna ci sono le suore col loro forno che ci preparano pure una torta( 10$) semplice ma decisamente meglio della zucca.

Tra l’altro scopro che Doruma sulla mappa congolese ha anche un altro nome, impronunciabile.

Ancora piu difficile da trovarci !

Ora due costruzioni inizieranno : una scuola e un ambulatorio. in arrivo 620 sacchi di cemento direttamente da Kampala.

Domanda per voi lettori, il primo che risponde avra un pensiero dal Congo :

Se un mattone pesa 1 kg + mezzo mattone, qual e il peso di un mattone ? un po di algebra gente!

Abbiamo preso la macchina e abbiamo attraversato la foresta per 50 km, 3 ore di viaggio, di buche, di aquitrini, di impantanamento . Cosi ho scoperto come funziona il cavo di acciaio sulla testa del nostro Land Cruise. Legato au un grosso albero ci ha tirato fuori.

Arrivo a Masombo, a pochi Km dal confine sud sudanese. Poca gente che parla il francese, il capo comunita. Due arance gustose, un incontro con i saggi e ritorno alla base. Qua ci sara la fornitura eper l'attivazione di un ambulatorio.

Doruma, mi vuole con se, e il giorno della partenza, un mega temporale fa saltare il volo. Quindi anche week end nel villaggio. Giro in moto, enduro per le stradine, nella brousse.

Inizio a conoscere la moto e inizia ad essere figo. Tutte le stradine iniziano a diventare conosciute. Beh tutte, quelle principali, anche se somigliano tutti a dei sentieri.

La settimana e finita, un attacco al basso ventre giusto per ricordarmi dove sono e via sul charter di ritorno a Dungu.

Seconda missione : Duru.

Questa volta via auto, 90 km in 3 ore, una pista appena messa a posto per i primi 30 km ci fanno viaggiare veloci, poi la foresta e tutto va a rallentatore. Boscaglia e 18 km in piena foresta, nessuna capanna, silenzio e migliaia di farfalle colorate nelle pozze d’acqua.

Poi si arriva a Dungu, qui la cattedrale e qualcosa di incredibile, soprattutto nel paesello in cui mi trovo.

Qua la base e da restrutturare totalmente, non ancora abitabile, trovo giaciglio dai soliti preti, questa volta comboniani.

Un piccolo mercato del giovedi convoglia le genti limitrofe.

Arance, arachidi, farina di manioca, cipolle e olio di palma.

Poi troviamo un antilope e un facocero.

Delizie per il palato, carne morbida, accompagnata dai soliti fagioli e da una boulle di manioca o del riso.

Conoscenza col comandante delle FARDC e con il maggiore dei caschi blu U.N.

Opzione futura possibile, viaggio in elicottero. Gia annotata nel block notes.

Il fango diventa amico, anche se la macchina rimane bloccata piu volte, ci conosciamo un poco, ci conosceremo sempre meglio.

Ritorno a Dungu, per il week end. Serata tra internazionali e orticello da coltivare. Melanzane, pomodori, basilica, prezzemolo, carote.

Immaginate sole caldo e acqua continua, tutto cresce veloce. Cosa si potrebbe piantare in un terreno cosi ? Consigli gente ! Sempre apprezzati !

Da Dungu a voi !

domenica 9 ottobre 2011

RDC - PARTE I

Nuova partenza , questa volta RDC, Repubblica Democratica del Congo.

Proviamo a spiegare un po.

Premessa : ho la tastiera in inglese, quindi diventa lungo il procediemnto per mettere gli accenti, per risolvere il tutto, non ne mettero.

Quindi ripartiamo dall’ RDC, per quanto ne so, quindi poco.

Indipendente dal Belgio da 51 anni, e il secondo stato piu grosso d’Africa, second solo all’Algeria, dopo che il Sudan si e diviso in due.

Possiamo dire tanto per intenderci 4 volte la Francia.

Io lavoro nel nord est del Paese, nella regione Orientale, nel Distretto del Haute Uele, giusto al confine con Sud Sudan e Repubblica Centro Africana, al 6 grado nord dall’equatore, possiamo dire quindi nel cuore pulsante dell’Africa.

Ora, mese di ottobre, siamo in piena stagione delle pioggie, a differenza pero dal periodo iniziale, dove ci sono stati urgani con tetti divelti e tutto allagato, ora la situazione e piu tranquilla: inizia ad aumentare la temperature, tutto e umido e cresce il calore fino all’arrivo delle nubi, le quail si addensano una sull’altra e scoppia il diluvio, un potente ma calmo diluvio. In poco tempo tutto e allagato, soprattutto i mille sentieri di terra rossa intorno a me. Dopo un’ora di pioggia tutto ricomincia, fango ovunque e fresco gioviale.

Lasciamo il meteo per riprendere un po di geografia , con google map : quindi siamo in Haut Uele, precisamente nel villaggio di Dungu, uno dei piu grandi villaggi della zona.

Dungu si e ingrandito grazie allo stanziamento delle forze nazioni unite, la Monusco. C’e una squadra dal Guatemala che si occupa della logistica, l’Indonesia come genio ( ingenieria, etc.) e il Marocco come forza lavoro.

In piu vi e anche una base delle Nazioni Unite : il PAM ( Programma Alimentazione Mondiale), UNICEF, UNHCR ( Alto Comissariato peri Rifugiati), UNDP ( Programma di Sviluppo UN).

Oltre a sto ammasso di gente internazionale , bisogna sommare anche le ong internazionali : dal Canada, Inghilterra, Francia, Belgio, Italia, Danimarca.

Tutto questo modno non locale ha portato ad un aumento di gente, dovuto al commercio, ma soprattutto alla richiesta di personale locale.

Quindi questa e una piccola presentazione di Dungu, mio futuro centro nevralgico. Da specificare che seppure sono arrivati tutti questi internazionali i prodotti dalla alimentare alla costruzione, ve ne sono pochi con un elevato prezzo. Questo comporta l’acquisto nella citta piu vicina di Bunia ( vicina e un modo di dire, come da Torino a Roma, peccato che le strade non sono le stesse).

Quidni trasporti via gomma nella peggior delle ipotesi, per grandi quantitativi, trasporto aereo nelle miglior delle ipotesi.

Questo e Dungu, mia futura base. Da qui posso partire o per Bunia appunto per vari rifornimenti, o in missione nelle altre due basi : Doruma e Duru.

Entrambe ad una quindicina di km dal confine sud sudanese.

Entrambi piccolissimi villaggi di una decina di anime.ente vivi di sussistenza coltivando i propri campi.

Tutto questo e l’aspetto geografico.

Significativo , ma solo in parte.

Aspetto molto piu importante e la figura delle forze armate nel territorio. Quidni ora un po di storia.

Siamo nel nuovo millennio, gia da qualche anno, quando la LRA ( Lord Resistency Army = Armata di Resistenza del Signore) forza militare ribelleugandese in contrasto con il governo ugandese, dichiara guerra.

Dopo alcuni scontri pesnati, la LRA scappa dall’Uganda e arriva in RDC e Sudan.

Quindi compie diverse incursioni sul territorio, dove uccide, violenta e massacra gente indifesa dei villaggi.

L’apice lo si raggiunge nel 2008 a cavallo tra Natale e Capodanno, dove perdono la vita piu di 1000 persone.

Dopo questa dura e violentissima azione, gli stati di Uganda, RDC e Sudan con l’appoggio delle Nazioni Unite decidono di fermare questo massacro e inviano le proprie truppe.

Ritornando ai giorni nostri e negli ultimi mesi, qual e la situazione attuale ?

Ebbene tutto questo smuovere di morze non ha portato i risultati aspicati.

Le forze armate dell’LRA, sono fuggite in Repubblica CentroAfricana, dove si pensa stia progettando piani future, sul territorio Congolese si pensa ci siano ancora 350 unita di military che si porano al seguito donne e bambini.

Questi producono ancora piccoli incursioni, nascosti nelle foreste, principalmente per derubare i passanti di viveri.

Oltre a loro pero si sono aggiunti l’esercito regolare ugandese, che pero non e riconosciuto dall’esercito regolare congolese, e quindi giudicato come ribelle, e a seguito le stesso esercito congolese.

Entrambi gli eserciti, sparsi sul territorio, hanno provocato gli stessi guai dell’LRA : stupri, violenze fisiche e mentali, incarcerazioni senza processi.

Alle loro azioni, sono nati altri piccoli eserciti di ribelli in diverse aree che chiedono indipendenza e stufi dei soprusi attaccano l’esercito congolese.

Tutto questo muovere di armi e ingiustizie ha fatto si che piu di 350.000 persone ha iniziato a lasciare la sua terra natia per trovare rifugio in una citta piu grande, in un altro distretto, un altra regione o addirittura un altro stato.

In RDC ora, vi sono rifugiati dal Sud Sudan e dalla Republicca Centro Africana e decine di migliaia di sfolalti congolesi impauriti e senza un orientazione su dove andare e chef are della propria vita.

Con la mia ong, abbiamo due progetti, uno riguardante la protezione dei profughi, con l’allestimento di alcuni campi e con il monitoraggio in diversi villaggio lontani dalle grandi comunita al confine con Sud Sudan e RCA e un altro riguardante l’educazione, per migliorare l’insegnamento i questi villaggi isolati e quindi migliorare le condizioni future di vita di piu di 3000 bambini e bambine.

Questo un po a grandi linee il quadro che ho captato dopo due settimane di RDC.

per qualunque domanda e scambio di informazioni, potete contattarmi, sapedno che le risposte non sranno sicuramente immediate.

Da Doruma, per ora e tutto. Da Belin il Benin, sezione RDC.

Buona giornata.

Nico – Logista in Provincia Orientale - RDC