Amico mio, permetti una domanda, lo sai che io, domani parto per l’Olanda Sarei sicuro che se fossi ora come ora ad Amsterdam, avrei avuto mille amici, che casualmente passavano di là. E invece per cambiare ed essere un po’ originale decisi di partire per Cotonou.. che? Mi dici tu.. Benin.. ti dico io Che? Mi dici tu.. Africa.. Ok ok Vedi che ogni luogo è facile da scoprire Per qualcuno ci son più differenze tra Canelli e Nizza che tra Benin e Madagascar, in effetti negli ultimi due c’è il quasi il 100% di neri, nei primi due, la cifra varia di anno in anno, dipende dalle migrazioni.. mannaggia le migrazioni.. e mannaggia sti migranti Invece qua si sta bene, nessuno migra, perché in realtà non c’è un cazzo da vedere, da fare E invece no! Ci sto io, bello bello che prendo e decido bene di farmi una scappatella in Benin, a Cotonou, anzi ti dico di più, me ne vado ad Adjohoun, perché andare in Africa e starsene in una città?
Primo giorno: l’inferno più assoluto, Satana non l’ho visto ma sapevo che stava bene a vedermi così. Arrivo a casa a Cotonou e scopro che la donna delle pulizie mi ha lavato le lenzuola , me le ha piegate ma ovviamente non me le ha messe. Le zero forze mi dicono solo di coricarmi, ci provo ma sto troppo male, alzo la testa e ho mille giramenti, la testa mi scoppia, la luce mi acceca, ogni piccolo rumore mi rimbomba in testa e lungo il viaggio l’autista ad ogni momento che strombazzava, perché qua funziona così, e smettila cazzo! Inizi a rigirarti nel letto e non trovi una posizione, sai solo che devi bere, non riesci a dormire, inizi ad avere freddo, ma sai che fa un caldo cane cazzo!!
E' anche una bella nozione di medicina, vedi che a qualcosa serve in fondo in fondo prendersi sta malaria.
Stai leggermente meglio, ovvero riesci a fare 10 passi senza cadere, esci fuori, sai che fa caldo, il sole a picco ma tu hai freddo, stendi felpa e magliette e ne prendi altre, serviranno come ricambio tra un’oretta, almeno il sole aiuta! Il primo giorno è un incubo, maledici te stesso che ti ha portato in sto posto di merda con ste malattie di merda, ma chi te l’ha fatto fare? L’avventura, l’esperienza? Ma vaffanculo tutto!!
Secondo giorno: all’alba stai bene ma è solo una finta, devi ancora prendere le 4 pasticche di Coartem del mattino, oltre alle due di paracetamolo da 500 ( 8 al giorno, spero di disintossicarmi in fretta), e riecco che vengono le allucinazioni, comprendo che l’inferno del secondo giorno, sebbene sia sempre un inferno è più soft, non son più tra le fauci di Lucifero, qualche girone più in alto, come regola del contrappasso ora, ogni volta che mi addormento, e mi addormento in ogni momento, mi trovo in delle situazioni da risolvere e mi devo impegnare e sforzare e questo fa si che la testa mi scoppia sempre di più. Secondo giorno, meglio del primo, si! Posso dormire ma ogni volta che ingerisco qualcosa o anche se non ingerisco nulla, da buon centometrista, dritto nel lavandino a rimettere acqua, ma il più delle volte anima e corpo, muori per un secondo e rinasci bello pulito e per una buona ora stai meglio, puoi dormire, con le due maglie e la felpa tra le lenzuola con i 35 gradi in casa e non ti tocca neppure alzare per lasciare te stesso nel lavandino, non male! Per fortuna arriva il terzo giorno, scopri che sei sull’equatore, che fa caldo, che stai bene in maglietta e pantaloni, continui ad avere un po’ di febbre ma leggera, mal di testa ma sopportabile, inizi a mangiare qualcosa senza vomitarlo, tranquillo tranquillo, ringrazi il mondo per aver superato questo tsunami interno e capisci davvero che il male dell’Africa arriva da piccoli insetti che prelevano da uomini sangue infetto e lo passano ad altri uomini.
E l’Africa si ammala, e molti di loro non hanno i soldi per farsi le analisi, non hanno i soldi per farsi prescrivere una ricetta medica (obbligatorio in Benin), non hanno i soldi per comprarsi le medicine, non hanno i vestiti per coprirsi dai mille tremori. Amico mio, sarà forse un posto di merda, meglio Amsterdam, ma qui, ogni tuo piccolo aiuto diventerebbe un aiuto enorme, pensaci amico mio!