Amico mio..ridiamoci un pò su.. dopo!
Amico mio, permetti una domanda, lo sai che io, domani parto per l’Olanda Sarei sicuro che se fossi ora come ora ad Amsterdam, avrei avuto mille amici, che casualmente passavano di là. E invece per cambiare ed essere un po’ originale decisi di partire per Cotonou.. che? Mi dici tu.. Benin.. ti dico io Che? Mi dici tu.. Africa.. Ok ok Vedi che ogni luogo è facile da scoprire Per qualcuno ci son più differenze tra Canelli e Nizza che tra Benin e Madagascar, in effetti negli ultimi due c’è il quasi il 100% di neri, nei primi due, la cifra varia di anno in anno, dipende dalle migrazioni.. mannaggia le migrazioni.. e mannaggia sti migranti Invece qua si sta bene, nessuno migra, perché in realtà non c’è un cazzo da vedere, da fare E invece no! Ci sto io, bello bello che prendo e decido bene di farmi una scappatella in Benin, a Cotonou, anzi ti dico di più, me ne vado ad Adjohoun, perché andare in Africa e starsene in una città?
Ho vissuto troppi anni in una città (se Asti si può chiamare città), non sarei mai andato ad abitare in un paesino, tipo dai miei nonni ai Valenzani, e che c’era là, un prato, una capra, le galline, e poi? E quindi felice felice me ne sono andato ora in campagna, all’aria fresca, senza smog, tra capre, galline e prati Amico mio, non pensare di essere ai Valenzani, là almeno esci di casa, ti prendi la macchina, prendi la strada, asfaltata!! E tranquillo ti dirigi in città. Qua esci di casa, non hai la macchina, cammini 15 minuti e vai dove ci sono le moto taxi, le moto taxi non ci sono e aspetti, poi arriva uno, vede che sei bianco e spara una cifra esagerata, ti fai una risata assieme, contratti e parti, l’asfalto non c’è ma esiste un contratto statale che dice che sarà tutto asfaltato entro il 2005.. aspetteremo sto 2005! Secondo me è già passato!! La terra rossa rossa ti entra ovunque, naso, occhi, gola, va bene solo per le gambe e le braccia che sembri più abbronzato! E poi la strada è la fine del mondo, cioè se cadi è proprio la fine!!
Ma comunque io, son venuto qui per cercare una cosa che dalle nostre parti non si trova, potrei definirla la suocera dell’Africa. Suocera perché è sempre presente in Africa ma anche perché è sempre sulle palle e non ci fosse l’Africa sarebbe ben felice. In realtà ho faticato un poco, non mi sono neanche impegnato tanto ma dopo 2 mesi abbondanti ecco che una bella notte è venuta a farmi visita. Gentile come solo lei può fare, ha sfondato la porta e track, ciao Niccolò, eccomi, sono la Malaria. Subito son rimasto a bocca aperta, vabbè che posso dirti, accomodati, ma lei si era già bella svaccata, si era ben accoccolata con me e non mi voleva affatto lasciare. È iniziato il calvario, amico mio, è proprio vero che è una merda!! Ma sti cazzi, e i miei colleghi simpa.. ma vuoi vivere in Africa e non prenderti la malaria, e beh, no, cazzo!! È stato divertente, immagina, stai già male da un paio di giorni,male, un leggero mal di testa,ma qua ogni sintomo è meglio farlo controllare, ma se ti trovi in un villaggio bello bello come Adjohoun, ogni piccola cosa diventa ardua. Allora attendo il mattino dopo, intanto non soddisfatto decido di farmi un sensibilizzazione notturna in un villaggetto carino che solo per arrivarci ci vogliono 25 minuti di 4x4 e sta volta non c’è l’autista, sta volta sono io l’autista, e ad attraversare due torrenti in piena notte diciamo che è stato divertente.. insomma.. con un leggero mal di testa.. divertente.. Me ne ritorno a casa, alle 22.30, una leggera fame, ma la bombola del gas è finita e nel villaggio c’è solo un negozio che vende bombole, arrivo ce ne sono ancora 4, parlo col tipo che ridendo mi dice che son tutte vuote!! Eheheh.. troppo simpa, gli spaccherei la mia di bombola in testa.. qua ridono davvero per troppe cose! Me ne torno a casa e mi magio una latta di tonno col pane, in effetti non avevo neppure tutta sta fame e sta voglia di cucinare. Intanto il mal di testa sale, sale, e raggiunge il suo apice, di quel giorno,alle 4 del mattino, ovviamente, la corrente è saltata, tutto tace, solo le mie tempie sbattono, e sbattono bene! Penso allo yoga, che non ho mai fatto e respiro, respiro respiro, fino alle 8. Al mattino mi dirigo all’ospedale di Adjohoun dove mi dicono che tocca aspettare una mezzoretta che arriva il medico. Sapendo che quando mi dicono di aspettare 5 minuti, alle volte passa quasi un’ora , faccio i miei calcoli, saluto tutti e con tanto di autista mi dirigo alla prima città: Porto Novo. Agevolano la mia ottima salute, i lavori stradali, dove mille uomini in mezzo alla pista arano il terreno, lo piallano, tolgono sassi, sembra un po’ di essere al Palio di Asti ma questo dura da qualche mese e continuerà ancora. Pensavo di chiamare qualche ditta nostrana che in un paio di settimane finisce i 20km di pista, ma poi toglierei lavoro ai locali, allora no! Mezzo rimbambito arrivo in città prima mi faccio 2 km buoni di camminata in un ospedale musulmano per trovare il laboratorio analisi, parlare con l’infermiera, parlare col medico, andare a pagare l’analisi, per sentirmi dire che avrei ricevuto gli esiti solo nel tardi pomeriggio e nel mentre che facevo? Andavo al creatore? No grazie! Quindi ricerca di una clinica privata, analisi, attesa di un’ora che poi diventano due per sentirmi dire, benvenuto in Africa, hai la Malaria! Grazie, già lo stavo pensando, se non era malaria allora si, erano cazzi!! Mi danno un medicinale che mi fa venire la malaria così che il mio corpo crea dagli anticorpi per debellarla, solo che questo lo vengo a saper solo il terzo giorno.
Primo giorno: l’inferno più assoluto, Satana non l’ho visto ma sapevo che stava bene a vedermi così. Arrivo a casa a Cotonou e scopro che la donna delle pulizie mi ha lavato le lenzuola , me le ha piegate ma ovviamente non me le ha messe. Le zero forze mi dicono solo di coricarmi, ci provo ma sto troppo male, alzo la testa e ho mille giramenti, la testa mi scoppia, la luce mi acceca, ogni piccolo rumore mi rimbomba in testa e lungo il viaggio l’autista ad ogni momento che strombazzava, perché qua funziona così, e smettila cazzo! Inizi a rigirarti nel letto e non trovi una posizione, sai solo che devi bere, non riesci a dormire, inizi ad avere freddo, ma sai che fa un caldo cane cazzo!!
Prendi le lenzuola che trovi e ti mummifichi dentro, nulla. Prendi le due magliette maniche lunghe che sono inutilizzate dall’inizio dell’avventura e te le metti entrambe, nulla. Trovi la felpa, ancora nella valigia, intonsa, perfettamente piegata e stirata e te la metti sopra, inizi a star meglio. Meno freddo ma anche più sudore, cavolo troppo sudore, il cappuccio della felpa è fradicio, le magliette pure, le lenzuola stanno iniziando a impregnarsi. Allora ti ingegni, ti alzi, barcolli, la testa che scoppia e che gira, prima cosa, bevi, ogni momento è buono per bere, salto al bagno e scopri che pisci color fanta, dovuto al fatto che la malaria scoppia i globuli rossi che vanno a diluirsi col tutto.
E' anche una bella nozione di medicina, vedi che a qualcosa serve in fondo in fondo prendersi sta malaria.
Stai leggermente meglio, ovvero riesci a fare 10 passi senza cadere, esci fuori, sai che fa caldo, il sole a picco ma tu hai freddo, stendi felpa e magliette e ne prendi altre, serviranno come ricambio tra un’oretta, almeno il sole aiuta! Il primo giorno è un incubo, maledici te stesso che ti ha portato in sto posto di merda con ste malattie di merda, ma chi te l’ha fatto fare? L’avventura, l’esperienza? Ma vaffanculo tutto!!
Secondo giorno: all’alba stai bene ma è solo una finta, devi ancora prendere le 4 pasticche di Coartem del mattino, oltre alle due di paracetamolo da 500 ( 8 al giorno, spero di disintossicarmi in fretta), e riecco che vengono le allucinazioni, comprendo che l’inferno del secondo giorno, sebbene sia sempre un inferno è più soft, non son più tra le fauci di Lucifero, qualche girone più in alto, come regola del contrappasso ora, ogni volta che mi addormento, e mi addormento in ogni momento, mi trovo in delle situazioni da risolvere e mi devo impegnare e sforzare e questo fa si che la testa mi scoppia sempre di più. Secondo giorno, meglio del primo, si! Posso dormire ma ogni volta che ingerisco qualcosa o anche se non ingerisco nulla, da buon centometrista, dritto nel lavandino a rimettere acqua, ma il più delle volte anima e corpo, muori per un secondo e rinasci bello pulito e per una buona ora stai meglio, puoi dormire, con le due maglie e la felpa tra le lenzuola con i 35 gradi in casa e non ti tocca neppure alzare per lasciare te stesso nel lavandino, non male! Per fortuna arriva il terzo giorno, scopri che sei sull’equatore, che fa caldo, che stai bene in maglietta e pantaloni, continui ad avere un po’ di febbre ma leggera, mal di testa ma sopportabile, inizi a mangiare qualcosa senza vomitarlo, tranquillo tranquillo, ringrazi il mondo per aver superato questo tsunami interno e capisci davvero che il male dell’Africa arriva da piccoli insetti che prelevano da uomini sangue infetto e lo passano ad altri uomini.
E l’Africa si ammala, e molti di loro non hanno i soldi per farsi le analisi, non hanno i soldi per farsi prescrivere una ricetta medica (obbligatorio in Benin), non hanno i soldi per comprarsi le medicine, non hanno i vestiti per coprirsi dai mille tremori. Amico mio, sarà forse un posto di merda, meglio Amsterdam, ma qui, ogni tuo piccolo aiuto diventerebbe un aiuto enorme, pensaci amico mio!
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please.. enjoy!