C’è una riunione , una restituzione di uno studio da parte di una struttura italiana che era stata qualche mese nostra ospite lo scorso anno.
La ragazza coordinatrice del progetto sta spiegando per intero lo studio.
Invitati, oltre che l’intera equipe , erano il sindaco e la giunta, il presidente degli artigiani, alcuni direttori di diverse scuole e alcuni responsabili locali come il capo quartiere e la presidentessa di un gruppo di donne lavoratrici di un villaggio vicino.
Ore 15.00 --- Inizio Riunione
Ore 15.30 --- Non c’è ancora nessuno
Ore 16.00 --- Iniziamo lo stesso, si presenta l’equipe e tra gli invitati esterni si presentano soltanto il capo quartiere e la signora del villaggio.
Non riesco a non ridere
Siamo seduti introno ad un tavolo quadrato, troppo pochi per la sala intera
Siamo 4 bianchi, l’assistente sociale, i 2 animatori e i 2 poveretti.
Poveretti perché inizia la riunione : tutte nozioni e informazioni specifiche troppo complesse, soprattutto per la povera donna.
Lei stanca morta, dopo pochi minuti chiude gli occhi, l’animatore traduce ogni frase in dialetto ouemé ma lei alza a fatica le palpebre. Lei dovrebbe essere quella di aiuto maggiore, essendo sul terreno, ma si vede che ha passato tutta la mattina a lavorare e ora sta crollando. La testa ciondola a destra e a sinistra.
Cavolo, deve essere forte e soprattutto straziante per lei, intorno ad un tavolo, con 4 bianchi, che scrivono sul proprio taccuino, si domanderà : ma che cazzo hanno da scrivere?
Non sarà mai stata con cosi tanti bianchi, e di sicuro non gliene frega un tubo.
Ma già me la vedo quando ritornerà a casa quante risate si farà con la famiglie e le amiche sue… cosa racconterà di questi bianchi visti da vicino, seri, impegnati in qualcosa di fumoso e per nulla tangibile.
Ora forse aspetta il rinfresco finale, qualcuno dovrà dirglielo che non è previsto..
Ma chi gliela fatto fare..
In un mondo africano, in una parentesi europea una donna beninese.. può funzionare?
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