venerdì 11 giugno 2010

STOP!


Benin, Togo, Adjohoun, Cotonou, Africa, Italia, Mondo, la mia vita.

Che strada prenderà la mia vita?

Forse quella che intraprenderò ora, domani, nell’immediato.

Mi dico che non devo attendere il futuro ma vivermi il presente.

E come veglio vivermelo questo presente?

Tante domande e poche risposte, dubbi di inizio cantiere e devo ancora occuparmi delle fondamenta.

Claro, vivermi il presente ma con un occhio di riguardo al futuro.

Cosa voglio per me, per il mio futuro?

Voglio girare il mondo, voglio vivermi il più possibile questo globo, conoscere le più disparate mentalità, vedere i posti più lontani, respirare l’aria più fresca, nuotare nei mari più profondi, scalare le cime più alte.

Avere neve, sole, pioggia, vento.

Caldo, freddo, tutte le comodità e nessuna comodità.

Camminare, correre, saltare, stare fermo.

Voglio l’auto, la moto, la bici, i miei piedi, la barca,il bus, l’aereo, l’elicottero, il treno.



IL CAMION NOOOOO!

Non voglio possedere nulla ma vivermi tutto.

Questo mondo sono le città più evolute e le lande più remote.

Essere nella tecnologia più futuristica e tornare nell’era più antica.

Questa terra mi da questa possibilità.

Devo capire solo come intraprendere questa mia avventura che è la vita.

Inizio di tutto: la comunicazione.

Poter comunicare col mondo ti fa conoscere il mondo.

Come voglio conoscerlo?

Ho tanta fretta dentro, fretta di non poter riuscire a far tutto.

A un certo punto capirò che devo fermarmi, sarò stanco o forse starò bene a stare fermo.

Stop!

Ecco, devo trovare il mio stop. A quel punto starò in pace con me stesso.

Ma prima di questo c’è tutto un cammino, una crescita, un movimento.

La creazione più grande e complessa di questo mondo è l’uomo.

Per me uomo, la donna è quella parte che mi farebbe vivere a pieno la mia esistenza.

Ovvio non posso accontentarmi di avere una donna senza tutto quello scritto in precedenza.

E tutto quello scritto in precedenza senza una donna, sarebbe come avere una bella auto senza benzina, una casa senza le chiavi della porta d’ingresso.

Con una donna puoi creare la vita, quale dono più grande?

Quale felicità più eccelsa?

La vita, cosa c’è di meglio.

Vivere una vita, creare una vita, è movimento, azione, è aria che si libbra nel cielo, è sole che scalda il suolo, è acqua che bagna, è terra che fa crescere.

Gli elementi della natura, la vita è la natura.

Il cemento è la rovina, il petrolio la morte. I rifiuti sono il degrado.

Riciclare, questa è la formula, creiamo troppo e non sappiamo come riciclarlo, tutto è oramai troppo complesso.

In una natura così incontaminata e ancora pura, come quella dove sto vivendo, diventa triste vedere sacchetti neri di plastica, latte di aluminnio, pile, batterie, tutto questo sparso nella natura.

Qua, dove certe tecnologie non sono ancora arrivate, già solo il semplice sacchetto nero nella terra zapapta da mani callose è triste da vedere.

I miei avi zappavano la terra e potevano trovare un vaso di terra cotta, delle ossa sepolte.

Che ne è invece di quelle società evolute, forse troppo avanti che non perdono più tempo per un’insignificante sacchetto di plastica?

È questo lo sviluppo?!

Creare enormi muri solidi per meglio nascondere immense sporcizie dietro?

Stiamo evolvendo o ci stiamo degradando?

Diceva Manzoni : ai posteri l’ardua sentenza.

Non siamo forse noi i posteri o dovremmo passare la palla a qualcuno ancora più sfortunato di noi?

1 commento:

  1. RAGAZZO MIO!!!
    come comprendo la tua fretta!
    belle le foto....alcune "mie"....le tue riflessioni sn notevoli.....sempre piacevole leggerti...!
    smack

    RispondiElimina

please.. enjoy!