mercoledì 5 maggio 2010

L’incognita tempo


Il tempo è un’ incognita variabile, certo, ma qua in Benin è molto più variabile. I fattori di modifica sono quasi sempre molteplici ma sicuramente sempre mal definiti e poco chiari.

L’unica certezza è che nessuno arriva in anticipo. Nessuna persona, che stia lavorando o bighellonando lascerà il suo posto di partenza, in tempo per arrivare in orario sul luogo di arrivo.

La gente non ama aspettare in un posto famigliare, per questo fa aspettare gli altri.


In questi pochi mesi ho iniziato a calcolare il tempo beninese, alias African Time, maledetto African Time. Fidatevi, non è un’invenzione, è un tempo esistente che nessun orologio può calcolare con precisione, ma dopo un po’ di tempo, che sballi sempre orario e ti tocca aspettare delle ore, ti impegni un attimo e ti entra in testa e se sei bravo riesci ad arrivare nel medesimo tempo di colui, con cui avevi l’appuntamento.

La fretta invece è il male peggiore qua in Benin, per la fretta puoi impazzire, per la fretta ti puoi agitare in modo esagerato, per la fretta puoi star male, per la fretta non resisti in un posto del genere.

Capita che rimani appiedato e ti viene detto che ti si passa a prendere alle 15.00. educatamente ti prepari con 10 minuti di anticipo, ne aspetti 20, ti fai trovare davanti al portone, lì fa troppo caldo e dopo 10 minuti rientri e ne aspetti altri 15. A quel punto chiami e ti senti dire Tranquillo sto arrivando! Ne aspetti altri 10 e appena arriva, strombazza all’impazzata, quasi scazzato di aspettare due minuti in moto. Esci, educatamente lo saluti e capisci che quando ti si dice alle 15.00, può passare tranquillamente alle 15.45. in fondo son sempre le 15.

Capita che devi andare a fare una sensibilizzazione notturna, l’auto non c’è e quindi si affitta uno zemigiang, una moto-taxi. La partenza è per le 19.00. Non pensi a quell’orario o almeno fingi di pensarci, ritardi il più possibile, sapendo che prima si era detto alle 18 e quindi per le 19 si poteva partire. Ora però si è cambiato, si dice alle 19.00 perché alle 19.00 si parte. E allora puntuale, senza anticipo, alle 19 spaccate arrivo. La ciurma, l’equipe, non so come chiamarla è seduta sulla panchina, tranquilla. Manca un animatore e lo zemigiang, normalmente l’unico puntuale.

Chiedo spiegazioni. Mi si dice che nessuno ha avvisato colui che ci deve trasportare tutto il materiale.


La mia proposta di chiamarlo il giorno prima era stata severamente cazziata, poiché mi si era detto che non puoi avvisare qualcuno con un giorno di anticipo.

Meglio sentirlo all’ultimo, peccato che ora la linea non funzioni bene, è debole qua ad Adjohoun e finalmente quando funziona si scopre che lo zemigiang ha il telefono spento. Ma nessuno è agitato, seduti sulla panca, in silenzio, bevono un sorso di sodabi ,la grappa locale, ridono col vicino che come ogni giorno arriva per prendere un po’ d’aria ora che il sole ci ha lasciato.

Tranquillamente si decide di cercare un altro taxista, ma sempre con estrema calma. Si chiama qualcuno, una staffetta di voci attraversa il paese.

Dopo una mezz’ora arriva un tizio, possiamo finalmente caricare tutto. Prima diamo un’occhiata al materiale ed ecco che manca il computer, dove c’è il film da proiettare, l’oggetto più importante, insostituibile.

È con l’assistente sociale, che in mattinata era andato ad una riunione e pur essendo lui a programmare le sensibilizzazioni, oggi, accipicchia, se n’è scordato.

Mi chiama per chiedermi come mai non ho sul mio PC il film, cavolo ora è colpa mia!


Avevo giusto cenato alle 18 per non avere problemi di stomaco. Ma che ci sto a fare qua?!

Saluto tutti, sono le 20.30!

Gli altri rimangono immobili sulla panca, come se nulla fosse successo, non hanno da fare a casa. Hanno la bottiglia in mano, parlano e ridono, ridono di gusto.. chissà cosa si dicono per ridere così!

Accendo la moto, un po’ di clacson per avvisare il mondo della mia imminente partenza.

Qualche cenno d’intesa, mi incammino ai 20 km/h per la strada del vecchio mercato. Decine di donne con le loro mercanzie da vendere: frutta verdura caramelle.

Quelle più astute hanno preparato qualcosa di caldo da buttare giù nello stomaco. Qualche bimbo, riempie diversi piatti da portare a casa per la famiglia.

Dopo solo 3 ore rifaccio cena.

Ecco il tempo beninese, viva l’African Time.

1 commento:

please.. enjoy!